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La Biblioteca
La biblioteca accoglie più di 20.000 volumi, di cui la maggior
parte ivi raccolti ed ordinati da Monaldo Leopardi padre di
Giacomo.
L’attuale percorso della biblioteca non rispecchia in pieno la
sistemazione iniziale, ma è stato dettato dalla necessità di
adeguarsi alle vigenti norme di sicurezza. La collocazione dei
volumi e dei ricordi è tuttavia rimasta inalterata dal tempo della
sua costituzione, come attestano le schede della catalogazione
compilate da Monaldo e dai suoi figli. Alla biblioteca si accede
ora attraverso alcune stanze dove in tempi recenti furono e
vengono tuttora collocati saggi di critica leopardiana, oltre ad
edizioni e traduzioni delle opere di Giacomo.
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SALA INTRODUTTIVA
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STANZA DELL’ALCOVA
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SECONDA SALA
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PRIMA SALA
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SALA DEI
MANOSCRITTI
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STUDIO DI MONALDO
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SALA INTRODUTTIVA

Un lungo corridoio porta ad una stanza allestita qualche anno fa,
dove, per un migliore apprezzamento delle opere contenute nell’ antica
biblioteca, in due teche sono esposti volumi che attestano
l’evoluzione della stampa nei secoli ed esemplificano le molte materie
argomento di studio per Monaldo ed i suoi figli.
Da qui si entra in una sala completata in epoca successiva dai
fratelli di Giacomo, Paolina e Pierfrancesco, continuatori dell’opera
paterna.
STANZA DELL’ALCOVA

Si passa poi in una stanza divisa in due parti distinte: essa contiene
sia opere di carattere letterario e scientifico che volumi più
antichi, incunaboli e manoscritti. Nel camerino adiacente sono
conservati documenti dell’archivio familiare a partire dall’anno 1207:
Monaldo li utilizzò per compilare la storia della famiglia. |
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SECONDA SALA

Segue una sala in cui si trovano prevalentemente opere di carattere
teologico acquistate dopo la soppressione di alcuni conventi locali, a
causa delle vicende belliche di quegli anni. Fra essi la Bibbia
poliglotta in otto lingue e in sei volumi, della quale Giacomo si
servì giovanissimo per impadronirsi da solo delle lingue greca ed
ebraica. Fra le finestre, lo scaffale contenente i libri la cui
lettura era allora proibita dalla Chiesa. I giovani Leopardi tuttavia
potevano accedere liberamente a queste opere per una particolare
dispensa che Monaldo aveva chiesto ed ottenuto dal Papa. Notevole il
fatto che questo permesso fosse esteso anche alla giovane Paolina che,
contrariamente all’uso dei tempi, seguiva il medesimo percorso
culturale dei fratelli. Una targa marmorea con l’iscrizione latina
attesta che Monaldo permetteva allora la consultazione dei libri ai
suoi contemporanei, “FILIIS, AMICIS, CIVIBUS”.
PRIMA SALA

La sala seguente contiene preziosi antichi libri di argomento
enciclopedico. Essa era la preferita del poeta perché, come racconta
il padre, nell’adolescenza egli era solito accostare il suo tavolino
di studio alla finestra, da cui poteva seguire l’allegro movimento
della famosa “piazzola” e udire la gioiosa voce della fanciulla che
poi celebrò come “Silvia”.
Al centro un busto marmoreo di Giacomo, su uno dei tavoli il suo
calamaio di ceramica bianca. Si nota, fra volumi molto più antichi,
anche la famosa “Enciclopedie” di Diderot e d’Alembert, che alla fine
del Settecento aveva portato un soffio di modernità nella conoscenza
scientifica. |
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SALA DEI MANOSCRITTI

Si passa poi in una sala che un tempo era di passaggio e che fu
arredata dal nipote del poeta (anch’egli di nome Giacomo, figlio di
Pierfrancesco, il più giovane dei fratelli Leopardi) in occasione
delle celebrazioni per il primo centenario della nascita nel 1898.
Abitualmente è chiamata sala dei manoscritti perché in una teca
centrale sono esposti numerosi autografi del poeta, dalle prime
composizioni puerili ad opere di età più adulta. Fra essi anche il
passaporto per Milano e l’unica sua vera immagine esistente, eseguita
dal ritrattista Lolli per una edizione bolognese dei Canti. Alle
pareti ritratti ottocenteschi della famiglia e l’albero genealogico
compilato da Monaldo sulla base degli antichi documenti presenti in
archivio. Su quattro consolle marmoree sono appoggiate altrettante
scaffalature contenenti le prime edizioni delle opere del poeta e
volumi di saggistica leopardiana. |
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STUDIO DI MONALDO

Nel successivo studio di Monaldo, che dalla sua ampia scrivania
seguiva le fatiche scolastiche dei tre figli maggiori Giacomo, Carlo e
Paolina, sono conservati i manoscritti e le pubblicazioni delle sue
numerose opere di carattere storico, filosofico, politico. Ai lati di
un antico caminetto si notano alcuni disegni eseguiti dai figli, di
cui uno a firma del poeta giovanetto. Sulle altre pareti, oltre ad
immagini care a Monaldo, spiccano due stampe su cui si possono leggere
i programmi di due successivi saggi offerti ad un pubblico di amici e
parenti dei fanciulli Leopardi, già in grado di affrontare in
giovanissima età tesi dotte ed impegnative su argomenti vari.
Conclude il percorso un’ultima stanza con una raccolta di libri più
recenti di argomento vario, riviste ottocentesche, e opuscoli
riguardanti la storia di Recanati.
In un apposito armadio si conservano le antiche pergamene raccolte da
Monaldo e dai suoi figli. |
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