I luoghi Leopardiani




I luoghi Leopardiani
I luoghi Leopardiani
Palazzo Leopardi

Palazzo Leopardi

La casa natale del poeta sorge nel rione di Monte Morello, che prende nome da uno dei tre castelli di cui l’antica città era costituita. Alla metà del XVIII secolo l’architetto Carlo Orazio Leopardi riunì in un unico nucleo i vari edifici in cui la famiglia aveva abitato ininterrottamente fino dal secolo XIII; a questa operazione di restauro si devono l’attuale facciata in stile neoclassico e lo scalone d’ingresso. Il palazzo, oltre alla parte abitata dalla famiglia, contiene, aperti e visitabili tutto l’anno, l’importante biblioteca raccolta da Monaldo, fonte inesauribile di sapere per i suoi figli, ed una sezione museale ricca di oggetti e documenti riguardanti la famiglia e particolarmente il poeta.

Il Colle dell'Infinito

Il Colle dell'Infinito

"Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude."


Il colle, celebrato nell’idillio omonimo, era meta delle passeggiate di Giacomo che vi accedeva direttamente dal giardino di casa, passando attraverso l’orto del convento di Santo Stefano e lì usava soffermarsi per godere lo splendido vastissimo panorama, dal monte al mare.

Piazzuola Sabato del Villaggio - Casa di Silvia

Piazzuola Sabato del Villaggio - Casa di Silvia

La piazza, visibile in una foto d’epoca, antistante il palazzo, è delimitata a nord dalla Chiesa di Santa Maria di Montemorello, costruita nel secolo XVI per volere e a spese di Pierniccolò Leopardi; qui è conservato l’atto battesimale del poeta. Ad est si trova la cosiddetta “casa di Silvia”, una lunga costruzione che in parte era adibita a scuderia, in parte era abitata dalla famiglia di Teresa Fattorini che, morta giovanissima, fu immortalata da Giacomo nella poesia “A Silvia”. Sul lato ovest esisteva, ora demolita, la casetta ove sedeva “su la scala a filar la vecchierella”. Ancora oggi spesso “I fanciulli gridando – su la piazzuola in frotta e qual e là saltando – fanno un lieto romore”. Come nei versi del canto da cui la piazza stessa prende il nome.

Centro Nazionale Studi Leopardiani

Centro Nazionale Studi Leopardiani

Il C.N.S.L. ha sede in un edificio contiguo a palazzo Leopardi, costruito nel 1937 su iniziativa della famiglia del poeta, al fine di “promuovere e favorire gli studi e le ricerche intorno alla vita ed alle opere di Giacomo Leopardi”. Esso possiede una ricca biblioteca specifica aperta agli studiosi per la consultazione, una sala espositiva di materiale leopardiano ed ospita di frequente corsi di studio, convegni e seminari diretti a realizzare i fini della sua istituzione. Esso costituisce il punto di riferimento costante per tutte le iniziative leopardiane, sia in Italia che nel mondo.

Convento di Santo Stefano

Convento di Santo Stefano

L'area su cui esso sorge fu donata il 6 aprile 1443 dalla famiglia Leopardi, allora proprietaria di tutto il colle, per la costruzione dell' edificio attualmente visibile, da sempre fino a poco tempo fa sede di un convento femminile.
Il convento è ora proprietà della Regione e della Provincia e è la prestigiosa sede del Centro Mondiale della Poesia.

Palazzo Antici

Palazzo Antici

Casa natale di Adelaide, madre del poeta. L'edificio, dalle linee semplici ed eleganti, contiene fra l'altro un importante archivio, in parte proveniente per eredità dalla famiglia romana dei Principi Mattei, cui apparteneva il cardinale omonimo che siglò con Napoleone Bonaparte il trattato di Tolentino.

Chiesa di Sant'Agostino

Chiesa di Sant'Agostino

La costruzione risale al XIV secolo e di quest'epoca conserva eleganti decorazioni in cotto sul portale, mentre l'interno fu rifatto nel secolo XVI su disegno del Bibiena. Dal chiostro interno è visibile la torre resa celebre dalla poesia leopardiana " Il passero solitario".

Chiesa di San Vito

Chiesa di San Vito

Costruita nel secolo XVIII, porta traccia dell'arte vanvitelliana nella facciata del 1771. Nel 1557 il complesso fu ceduto ai padri della Compagnia di Gesù i quali, a spese principalmente di due fratelli Leopardi, vi fondarono un collegio.Nell' adiacente oratorio della Congregazione dei nobili, dove è conservata una bella tela del Pomarancio, il giovane Leopardi lesse in varie solennità religiose i suoi "Discorsi sacri".