Con gli occhi di Silvia – Il restauro della casa di Teresa Fattorini




Con gli occhi di Silvia – Il restauro della casa di Teresa Fattorini
Con gli occhi di Silvia – Il restauro della casa di Teresa Fattorini
Foto Mimmo  Cuomo

Dopo il restauro

Il restauro di un immobile è sempre un viaggio in cui, in qualche misura, è l’edificio stesso a decidere la meta. Non ha fatto eccezione quello delle antiche scuderie di palazzo Leopardi, concluso a Luglio del 2017.
Fatte erigere da Monaldo fin “dai fondamenti” nel 1796, le scuderie originariamente ospitavano, al piano terra, i locali per cavalli e carrozze, e, al primo piano, alcuni appartamenti destinati ai domestici dei Leopardi; tra questi, la famiglia del cocchiere Giuseppe Fattorini, padre di Teresa, la giovane “tessitora” che fu immortalata poeticamente da Giacomo col nome di “Silvia”.

Prima del restauro, l’edificio si presentava pressoché intatto nella sua struttura (ad eccezione di alcune alterazioni delle aperture al piano terra e di un solaio ricostruito negli anni ’50 per sorreggere il peso del grano); tuttavia, specialmente per l’azione degli eventi metereologici, le malte che fungono da legante risultavano molto degradate.

Prima del restauro

Prima del restauro

All’epoca della costruzione, l’edificio fu eretto murando i mattoni con malta a base di terra e sabbia, quindi poco consistente. I giunti furono stilati con robusta calce idraulica ed il tutto coperto con diverse stesure della stessa calce, ma colorata. Quest’ultimo trattamento protettivo venne ridato in più mani anche negli anni successivi, non appena si deteriorava.
Al momento della ristrutturazione le parti alte ed il cornicione erano testimoni completi di questa tecnica costruttiva che, però, stava mostrando i segni del tempo anche per effetto delle scosse sismiche che hanno colpito le Marche nel 2016. D’accordo con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle Marche, sì è deciso dunque di intervenire con un restauro condotto secondo le tecniche dell’epoca di costruzione (e quindi perfettamente compatibile con i materiali) e che si presentasse riconoscibile.

Miscele di colore

Miscele di colore

Grazie ad aziende altamente qualificate nel settore, sono state ricreate le miscele di calce più idonee e dopo numerosi test di compatibilità dei materiali si è intrapreso un ciclo di lavorazioni che ha visto il ripristino delle connessure con calce idraulica, seguito da diverse mani di pittura a base di calce della stessa matrice di quella già posta in opera.
Parallelamente si sono inseriti in modo reversibile ed il più possibile occulto, dei presidi per la difesa sismica dell’edifico. Profili metallici, croci di sant’Andrea, rinforzi strutturali con resine eco-compatibili hanno permesso di conseguire un miglioramento della risposta dell’immobile, senza sostituire le orditure lignee e senza snaturare il comportamento duttile del corpo di fabbrica.
Il recupero delle tinte originali dei prospetti ha reso giustizia ad una “casa” che aveva acquisito decoro proprio grazie al colore. Infatti, la tessitura muraria è fatta con materiali di recupero, spesso non integri, ed era stata la tinteggiatura, peraltro propria di tutte le pertinenze della famiglia Leopardi (fino alle stanze del Poeta), a conferire bellezza e protezione all’edificio.
Nella ristrutturazione dell’interno ci si è limitati ad un’opera di pulizia di quanto trovato, integrando in modo riconoscibile, ma non invasivo, quanto presente.

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L’allestimento

Il restauro delle scuderie, oltre alla messa in sicurezza dell’edificio e al ripristino del suo aspetto originale, ha permesso di recuperare ambienti che hanno ampliato i servizi ed i percorsi di visita di Casa Leopardi con nuove sale espositive, museum-shop e biglietteria rinnovati e, soprattutto, con l’apertura al pubblico dell’abitazione dove, al tempo del Poeta, visse Teresa Fattorini.
Il nuovo itinerario nelle stanze della giovane, intitolato Con gli occhi di Silvia e mai aperto prima d’ora, è stato inaugurato il 15 Luglio del 2017. Per i primi due mesi, l’abitazione è stata aperta gratuitamente grazie al volontariato dei dipendenti di Casa Leopardi e di alcuni soci del Fondo Ambiente Italiano. La “Casa di Silvia”, infatti, a seguito dell’avvio di una collaborazione tra la famiglia Leopardi e la Presidenza Regionale del FAI Marche, è stata uno dei punti di raccolta fondi per il progetto di ricostruzione dell’Oratorio della Madonna del Sole, un capolavoro del XVI secolo sito a Capodacqua, frazione di Arquata del Tronto (AP), gravemente danneggiato dal terremoto del 24 agosto 2016.