La biblioteca




La biblioteca
La biblioteca

La biblioteca Leopardi si deve soprattutto all’opera di Monaldo, padre del Poeta, che, fin dall’adolescenza, iniziò a raccogliere libri riuscendo a costituire, in un tempo relativamente breve, un patrimonio librario eccezionale per l’epoca.
Giacomo studiò qui insieme ai fratelli Carlo e Paolina, sotto la guida attenta e affettuosa del padre. La biblioteca era il baricentro attorno al quale si realizzava la vita di buona parte della famiglia: una sorta di incessante ed inevitabile conquista dello studio sopra ogni altra attività familiare.

L’idea di Monaldo di formare e organizzare una biblioteca per i suoi figli nel 1812 si ampliò tanto da spingere il fondatore ad aprire la sua “libreria” anche agli amici e, soprattutto, ai cittadini recanatesi, come recita la lapide ancora conservata nella seconda sala:

FILIIS AMICIS CIVIBVS

MONALDVS DE LEOPARDIS

BIBLIOTHECAM

ANNO MDCCCXII

Apertura confermata dal fondatore anche nel suo Testamento dove lasciò scritto di averla raccolta “con grandi cure e dispendj, non solo per vantaggio e comodo dei [suoi] discendenti, ma ancora per utile e bene dei [suoi] concittadini Recanatesi”. Scrisse inoltre “I Primogeniti pro tempore dovranno aprirla di quando in quando a comodo pubblico dei Cittadini, secondo la loro prudenza ed arbitrio.

Oggi la biblioteca è l’unica parte del palazzo aperta al pubblico, poiché il resto dell’edificio è ancora abitazione privata della famiglia Leopardi.

L’attuale percorso di vista non rispecchia a pieno quello iniziale, ma è stato dettato dalla necessità di adeguarsi alle vigenti norme di sicurezza. La collocazione dei 20.000 volumi che la compongono è tuttavia rimasta inalterata dal tempo della sua costituzione, come attestano le schede di catalogazione compilate da Monaldo e dai suoi figli.

Clicca sui punti rossi e scopri le stanze della biblioteca!