La casa di Silvia




La casa di Silvia
La casa di Silvia

La casa di Teresa Fattorini, “Silvia” nel celebre canto, si trova al primo piano delle scuderie Leopardi.
L’edificio, restaurato e aperto al pubblico nel 2017, fu fatto costruire da Monaldo nel 1796. Originariamente al piano terra ospitava cavalli e carrozze e nei piani superiori dava alloggio  ai cosiddetti “famigli”, i dipendenti dei Leopardi. Questi ultimi hanno seguitato ad abitare lo stabile nei secoli, fino a vent’anni fa.

La stalla e la rimessa si fecero erigere da me fino dai fondamenti nell’anno 1796 demoliti gli antichi e più umili fabbricati che servivano agli usi medesimi. Nell’anno istesso si cavò il pozzo vicino alla stalla. (Monaldo Leopardi, Memorie)

La casa dove visse Teresa è composta da alcune piccole stanze arredate con mobilio e suppellettili d’epoca, tutti provenienti dal palazzo. Grazie a fonti ottocentesche si hanno notizie certe sui componenti della famiglia Fattorini e sulla loro storia, quindi non è stato difficile recuperare gli ambienti in maniera filologicamente corretta. Di grande aiuto è stato, anche, il ritrovamento delle antiche tinteggiature delle pareti che ha permesso di ripristinare attentamente i colori originali degli interni e delle facciate dell’immobile.

Leopardi cominciò a sentire affetto per Teresa nel maggio del 1818, quando seppe che era condannata a una fine precoce. Durante le ore di studio, attratto dal canto della giovinetta occupata al telaio nella casupola di fronte alla Biblioteca, di tanto in tanto si affacciava alle finestre per ascoltarla e guardarla.  Teresa morì il 30 settembre dello stesso anno e Giacomo la immortalò nella famosa poesia scritta a Pisa dieci anni dopo, facendo di lei uno dei più commoventi simboli delle illusioni e delle speranze giovanili.

Il nuovo itinerario di visita offre ai visitatori una prospettiva insolita e del tutto inedita di questa storia: non più Giacomo che guarda “Silvia, ma il Poeta visto attraverso gli occhi della giovane. Il risultato è un viaggio in un mondo finora ancora poco esplorato, tra gli sguardi dei due ragazzi e alla scoperta dell’intimità della vita dei “famigli” dei Leopardi.